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In Italia abbiamo un serio problema sanitario. E non ce ne rendiamo conto abbastanza. Prima o poi il Servizio Sanitario Nazionale dovrà agire. Si tratta di una sorta di amnesia irregolare e strisciante.

Sì, perché nel corso del tempo accadono dei fatti che, a distanza di anni o forse di mesi, gli italiani tendono a dimenticare. A mio avviso perché sono infinocchiati dal sistema dei mass-media. Non  serve nemmeno che mi metta ad elencare tutti i controsensi logico-temporali che nel corso degli anni hanno visto protagonisti i principali esponenti della cosiddetta “società italiana”.

Oggi però non voglio soffermarmi su uno di questi fatti. Voglio parlare di uno che non dovrebbe farsi facilmente prendere per il naso, uno che conosce e riconosce le bugie di regime.

Marco Pannella.

I Radicali stanno proponendo sul territorio nazionale una raccolta firme per la presentazione di 12 quesiti referendari, aventi oggetto temi della giustizia (separazione carriere, abolizione ergastolo, revisione della custodia cautelare, responsabilità civile dei magistrati, ecc.), delle politiche antidroga (abolizione pena detentiva per reati “leggeri”), immigrazione clandestina (abolizione reato clandestinità), della famiglia (divorzio breve) e di due cavalli di battaglia dei Radicali: 8 x mille e finanziamento pubblico.

Indovinate un po’ voi chi, con un tempismo che definire sospetto è riduttivo, ha dichiarato di appoggiare i quesiti?

Il PDL.

Guarda caso arriva proprio all’indomani della decisione della Cassazione di fissare l’udienza del processo Mediaset il 30 luglio. Che vede come imputato Berlusconi. Guarda caso. E guarda caso i referendum riguardano tematiche inerenti la giustizia (o forse sarebbe meglio dire “la professione di magistrato”). Guarda un po’! Già una prima domanda sorge spontanea. Ammesso e non concesso (proprio per niente) che queste leggi siano giuste, che cosa hanno fatto loro in dieci anni di maggioranze schiaccianti in parlamento? Nulla. E Pannella già mi scade.

Ma se guardiamo il complesso dei quesiti referendari, il lato grottesco di questa vicenda è ancora più evidente. Ve ne sono due in particolare, che, pur non avendo attirato l’interesse morboso del PDL, fanno sorgere qualche dubbio sulla logicità di questo endorsement. Mi riferisco al referendum sulla depenalizzazione dei reati “leggeri” in tema di droga (la legge attualmente in vigore è chiamata Fini-Giovanardi, portata aventi proprio dal Governo Berlusconi) e la modifica delle leggi sull’immigrazione (questa volta le leggi in questione sono la Bossi-Fini e  la Maroni, che ha introdotto l’odioso reato di clandestinità, sempre sotto i Governi Berlusconi).

La mia domanda ad un uomo navigato come Pannella è: come puoi accettare il sostegno di un partito che è il principale artefice delle leggi che proponi di abrogare con i referendum? Anche se il PDL, sosterrà solo i quesiti sulla giustizia, è inevitabile che questo endorsement porti consenso (e quindi firme e visibilità) anche sugli altri referendum. Come puoi accettare e sopportare una simile manfrina, frutto soltanto della smodata voglia di un “simil-partito” di aggredire e punire la magistratura per salvaguardare gli interessi di un singolo individuo?

Pensa a questo la prossima volta che accetterai il sostegno ai tuoi referendum da parte di un dirigente PDL. Non pensare al consenso, ma pensa piuttosto che costoro sono i principali responsabili del degrado politico, civile e morale che questo paese sta vivendo e contro cui tu ti prometti di lottare.